Link in bio per attività locali: la guida pratica
Un solo link in bio e dietro tutto quello che serve: WhatsApp, menu, prenotazioni, mappa. Come costruirlo bene e gli errori da evitare.
Instagram e TikTok concedono un solo link cliccabile: quello in bio. Per un'attività locale quel link è un bivio: puoi sprecarlo puntando alla home di un sito che nessuno esplorerà dal telefono, oppure farlo diventare il banco d'ingresso digitale del tuo negozio — un posto dove chi arriva trova subito il bottone che cercava: scrivimi, prenota, guarda il menù, vieni a trovarci.
Cos'è una pagina link-in-bio (e perché funziona)
È una pagina leggerissima con il tuo nome, una riga di presentazione e una pila di bottoni, uno per ogni azione utile. Funziona per una ragione semplice: chi tocca il link dalla bio è già interessato — sta solo cercando la porta giusta. Il tuo compito è dargliela in un tocco, non fargli esplorare un sito.
Quali link metterci (e in che ordine)
L'ordine è la parte che quasi tutti sbagliano. Regola: in alto l'azione che ti fa incassare, in fondo quella che ti fa solo piacere.
- Il canale di contatto caldo — per la maggior parte delle attività locali è WhatsApp: "Scrivici su WhatsApp" converte più di qualunque form.
- L'azione di vendita — "Prenota il tavolo", "Prenota il taglio", "Ordina ora": il bottone che trasforma la visita in fatturato.
- Il catalogo — menù, listino, servizi: quello che serve per decidere.
- Come raggiungerti — il link a Google Maps evita la domanda "ma dove siete?".
- Il resto — sito, recensioni, altri social: utile, ma in coda.
I quattro errori più comuni
- Troppi link. Oltre 6-7 bottoni l'occhio si perde e nessuno sceglie. Se hai dieci cose da dire, ne hai tre da dire e sette da tagliare.
- Etichette vaghe. "Clicca qui" e "Info" non dicono niente. "Prenota per stasera", "Menù di agosto", "Scrivici su WhatsApp": ogni bottone deve promettere esattamente quello che c'è dietro.
- Il link che muore. Se cambi strumento e l'indirizzo della pagina cambia, tutti i link stampati su volantini e post vecchi muoiono con lui. Scegli uno strumento dove l'indirizzo resta stabile per sempre.
- Zero coerenza col brand. La pagina è casa tua: colore e tono devono essere i tuoi, non quelli dello strumento.
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Quando il link in bio non basta più
La pagina link-in-bio è il primo gradino, e per molte attività basta a lungo. I segnali che sei pronto per il gradino dopo: vuoi farti trovare da Google (non solo da chi già ti segue sui social), vuoi raccogliere prenotazioni con conferme automatiche, vuoi un blog o una vetrina prodotti. A quel punto il passo naturale è un sito vero — e il bio-link resta comunque utile come scorciatoia dai social al sito.
Checklist finale
- Massimo 6 bottoni, ordinati per valore commerciale.
- WhatsApp in prima posizione (se rispondi davvero).
- Etichette che promettono l'azione, non "clicca qui".
- Indirizzo della pagina stabile, colore del tuo brand.
- Rileggi la pagina una volta al mese: promo scadute e link morti si accumulano da soli.