C'è stato un momento, attorno al 2015, in cui la pagina Facebook bastava davvero: i tuoi post arrivavano a quasi tutti i follower, gratis. Quel mondo non esiste più. Oggi un post organico raggiunge in media meno del 5% di chi ti segue — e la percentuale scende ogni anno, perché lo spazio nel feed si vende, non si regala.
Il problema non sono i social: è costruire solo lì
I social restano il posto migliore per farsi scoprire. Ma tutto quello che costruisci lì — follower, recensioni, messaggi — vive in casa d'altri, con regole che cambiano senza preavviso. L'account bloccato per errore, il reel che non parte più, l'algoritmo che cambia: chi lavora solo sui social l'ha provato almeno una volta.
La regola dei mestieri vale anche qui: si affitta la vetrina, non le fondamenta.
Cosa va dove
Sui social: la scoperta
- Il dietro le quinte, le storie, le facce: quello che crea relazione
- Le novità a caldo: il piatto del giorno, l'ultimo arrivo, l'apertura straordinaria
- Le risposte veloci nei messaggi (con i tempi di risposta, la gente giudica)
Su casa tua: la conversione
- Il sito con orari, prezzi, prenotazione o acquisto: quello che Google indicizza e l'algoritmo non può nasconderti
- I contatti dei clienti: email e numeri raccolti da te, riutilizzabili quando vuoi tu
- Le recensioni e la scheda Google: il passaparola che si vede
Il ponte tra i due mondi
Il collegamento pratico è più semplice di quel che sembra: un link in bio fatto bene che da Instagram e Facebook porta a prenotazione, menu, WhatsApp e sito. Un solo link, tutte le destinazioni che contano. Ne abbiamo fatto uno gratuito, si costruisce in 5 minuti.
Parti dal sito gratuito: pagine, blog e i tuoi contatti, di tua proprietà. I social continuano a fare il loro mestiere — portarti gente — ma la casa dove quella gente diventa cliente è tua.
Non devi scegliere tra social e sito. Devi solo smettere di costruire il piano terra in casa d'altri.